🌿 Dal giardino alla Tuscia

Piante, tradizioni e racconti legati al territorio

Le Fotografie dei Custodi della Soglia

Se stai guardando queste fotografie, significa che sei entrato senza fare rumore. Non so chi sei, ma se sei qui vuol dire che hai trovato qualcosa che non stavo nascondendo.

Quello che hai in mano è un album di fotografie incollate su carta, non qualcosa di digitale e riproducibile. Sono uniche.

Non hai trovato un archivio. È quello che è rimasto di anni in cui ho fatto qualcosa che non si spiega facilmente a chi non la conosce dall’interno. Ho passato molto tempo in questi luoghi, a fare qualcosa che non ha un nome preciso e non ha nemmeno un compenso riconoscibile. Certe cose si ereditano senza che nessuno te lo chieda. Ti trovi a farle prima ancora di capire perché le fai, e dopo un po’ smetti di chiedertelo, perché diventano parte di come sei fatta.

Le persone in queste fotografie lo sanno, o lo sapevano. Non ho dovuto spiegare niente a nessuno di loro, in qualche modo hanno compreso da sole, chi prima e chi dopo. Quasi tutti sono rimasti, altri sono andati via in modi che porto stretti nel cuore.

Marco è rimasto anche nei momenti più difficili, come Vigil, che è una cosa diversa. Vigil è un cane che sembra un cane normale ed è qualcos’altro. Elisa è arrivata in un modo che non aveva scelto e ha scelto di restare lo stesso, che secondo me è la forma di coraggio più sottovalutata che esiste. Agnese era già lì quando sono arrivata io e probabilmente sarà lì ancora, in un modo diverso da come la ricordo.

Alcune fotografie sono mie, alcune sono state fatte da Elisa, che lo faceva di lavoro, altre da mani che non ricordo più e di cui non ricordo più nemmeno il luogo o il tempo. Le ho tenute per i momenti in cui qualcuno rideva senza un motivo preciso, per i posti che valeva la pena guardare una seconda volta, per le facce delle persone che mi importano quando non sanno di essere guardate.

Alcune immagini hanno una storia lunga dietro, altre sono semplicemente quello che sembrano e lo sono davvero. Non tutto ha un secondo livello, e ci ho messo anni a capire che non devo cercarlo sempre.

Se conosci già le persone in queste pagine non ho niente da aggiungere. Sai già tutto quello che serve sapere, o lo capirai con il tempo. Se non le conosci, allora trovi solo fotografie di persone che hanno vissuto con attenzione in posti che vale la pena abitare, ma cerca le loro storie nelle pergamene che ho lasciato dietro di me.

Non ho lasciato istruzioni perché non è quello di cui ha bisogno chi resta. Ha bisogno di tempo e di capire da solo, esattamente come ho fatto io.

Livia Cardeni (1986-2151)
Custode della Soglia
Dottore in Archeologia - Specializzazione in Etruscologia - Restauro e Conservazione dei Beni Archeologici

I superstiti dell'incendio sotto la pioggia.

La rete ci ha sempre protetti, anche nelle cose più comuni, come una pioggia liberatoria.

Livia entra in comunione con la rete

Il momento della mia nascita come custode, terrore allo stato puro, ma Sibilla era lì.

Livia, Marco e Vigil osservano un punto indistinto dalla finestra, oltre il noccioleto.

Uno strano collare, il cane che guarda oltre il visibile, noi che lo abbiamo sentito seguendo il suo sguardo.

Agnese medica il braccio di Livia in cucina.

Nessuno è indistruttibile, le azioni portate a termine lasciano spesso dei segni indelebili, o quasi.

Un fulmine colpisce il vecchio nocciolo e Livia e Marco corrono sforzati dalla pioggia a controllare.

Talvota la rete comunica in modo strano, togliendoci dei vecchi amici, ma spesso il segnale non è strettamente collegato al messaggio.

Al tramondo Elisa percorre il sentiero che porta al Casale.

L'incendio ci ha portato un'amica inattesa, in realtà molto di più, il colore rosso dei sui abiti la identificava sempre.

Ghita trasmette le sue conoscenze a Livia in una grotta del 1347.

Le tradizione orali si spezzanno, ma ci sono persone che possono prevaricare le barriere del tempo.

Marco, Livia e Vigil seduti in veranda e Agnese sullo sfondo.

Un grande dolore mi aveva appena lasciato, ancora non capivamo, ma avremmo compreso.

Livia parla con una bambina al MItreo.

Pochi mesi dopo essere diventata Custode ho incontraro una bambina al Mitreo, simile a me, ancora non sapevo che sarebbe tornata nella mia vita travolgendola.

Agnese abbraccia Vigil come se si conoscessero da sempre.

Vigil, un cane, forse. Giunto da un altro luogo e una donna solitaria già lo conosceva.

Livia apre il cassetto che contiene il ciondolo.

C'è un luogo che unisce il mio reale scientifico al mio reale mistico, in quel luogo sono conservati i reperti e i miei ricordi.

I supersti dell'incendio percorrono la gola del fiume Mignone.

Un'incendio era sopra di noi e il fiume Caertis con la sua gola ci diedero rifugio.

Una figura mistica richiama la luce.

Il dipinto di un amico dotato di grande percezione.

Elisa e Agnese preprano l'orto per l'inverno.

Alcune persone sembrano radicate in un loro quotidiano, fino a quando la casualità dimostra che esiste altro in loro.


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