Piante, tradizioni e racconti legati al territorio
Se stai guardando queste fotografie, significa che sei entrato senza fare rumore. Non so chi sei, ma se sei qui vuol dire che hai trovato qualcosa che non stavo nascondendo.
Quello che hai in mano è un album di fotografie incollate su carta, non qualcosa di digitale e riproducibile. Sono uniche.
Non hai trovato un archivio. È quello che è rimasto di anni in cui ho fatto qualcosa che non si spiega facilmente a chi non la conosce dall’interno. Ho passato molto tempo in questi luoghi, a fare qualcosa che non ha un nome preciso e non ha nemmeno un compenso riconoscibile. Certe cose si ereditano senza che nessuno te lo chieda. Ti trovi a farle prima ancora di capire perché le fai, e dopo un po’ smetti di chiedertelo, perché diventano parte di come sei fatta.
Le persone in queste fotografie lo sanno, o lo sapevano. Non ho dovuto spiegare niente a nessuno di loro, in qualche modo hanno compreso da sole, chi prima e chi dopo. Quasi tutti sono rimasti, altri sono andati via in modi che porto stretti nel cuore.
Marco è rimasto anche nei momenti più difficili, come Vigil, che è una cosa diversa. Vigil è un cane che sembra un cane normale ed è qualcos’altro. Elisa è arrivata in un modo che non aveva scelto e ha scelto di restare lo stesso, che secondo me è la forma di coraggio più sottovalutata che esiste. Agnese era già lì quando sono arrivata io e probabilmente sarà lì ancora, in un modo diverso da come la ricordo.
Alcune fotografie sono mie, alcune sono state fatte da Elisa, che lo faceva di lavoro, altre da mani che non ricordo più e di cui non ricordo più nemmeno il luogo o il tempo. Le ho tenute per i momenti in cui qualcuno rideva senza un motivo preciso, per i posti che valeva la pena guardare una seconda volta, per le facce delle persone che mi importano quando non sanno di essere guardate.
Alcune immagini hanno una storia lunga dietro, altre sono semplicemente quello che sembrano e lo sono davvero. Non tutto ha un secondo livello, e ci ho messo anni a capire che non devo cercarlo sempre.
Se conosci già le persone in queste pagine non ho niente da aggiungere. Sai già tutto quello che serve sapere, o lo capirai con il tempo. Se non le conosci, allora trovi solo fotografie di persone che hanno vissuto con attenzione in posti che vale la pena abitare, ma cerca le loro storie nelle pergamene che ho lasciato dietro di me.
Non ho lasciato istruzioni perché non è quello di cui ha bisogno chi resta. Ha bisogno di tempo e di capire da solo, esattamente come ho fatto io.
Livia Cardeni (1986-2151)
Custode della Soglia
Dottore in Archeologia - Specializzazione in Etruscologia - Restauro e Conservazione dei Beni Archeologici
Una calda giornata per tornare dalla Scozia, ma Elisa era Elisa: naturale e tranquilla sotto il sole, con la sua pelle chiara e la fretta nascosta di arrivare in bagno.
Quel giorno al casale dei Gelisi fu speciale. Fu una giornata che mi impegnò con un reperto, falso. Ma impegnò anche Elisa e Marco, tra loro nacque qualcosa.
Uno strano collare, il cane che guarda oltre il visibile, noi che lo abbiamo sentito seguendo il suo sguardo.
La nostra natura ci porta spesso in strane situazioni, come quando Sofia finiva a fare cose nuda, per poi scoprire che stava sognando 😏
La donna blu cambiò anche Elisa; forse fu la prima conseguenza: per soccorrere Marco abbandonò le sue paure e si lanciò attraverso la finestra. Ma era solo l’inizio.
Una mattina Elisa decise di dimostrare come tra me e Marco succedeva qualcosa di impossibile, la nostra indifferenza reciproca. Nascose una macchina fotografica in cucina.
Eravamo ancora inconsapevoli di cosa stava per accadere. Sento ancora quel abbraccio, come se fosse accaduto oggi.
Alcune persone sembrano radicate in un loro quotidiano, fino a quando la casualità dimostra che esiste altro in loro.
Un giorno Marco suggerì di scrivere un manuale per i Custodi. Un'inizio fu decidere chi invitare alla festa di fine anno.
Esitevano anche giornate dove eravamo solo noi stessi, vivendo quello che la natura ci offriva senza pensare ad altro.
Ognuno segue un suo cammino, che si incrocia con quello di altri, modificandolo. Spesso Vigil è un faro guida verso i problemi da risolvere.
L'incendio ci ha portato un'amica inattesa, in realtà molto di più, il colore rosso dei sui abiti la identificava sempre.
La donna antica, dal corpo dipinto di blu, apparve a Marco: fu la prima anomalia. Poi toccò a me, con il suo compagno; ancora non sapevamo cosa sarebbe arrivato dopo.
In quel giorno ci rendemmo conto che il confine tra la vita e la morte è labile quanto le brecce, ma fu anche il giorno in cui trovammo un nuovo legame tra noi e il Lago delle tre Brecce.
Dal giorno del suo arrivo era chiaro che Elisa fosse attratta da Marco. Poi arrivò quel giorno, normale in apparenza, che cambiò tutto in meglio.
C'è un luogo che unisce il mio reale scientifico al mio reale mistico, in quel luogo sono conservati i reperti e i miei ricordi.
Non ho mai capito come facesse. A Volterra stava succedendo di tutto e lei compariva sullo schermo perfettamente in ordine, elegante come sempre, con quei capelli e quegli occhi che proprio non passavano inosservati.
Nessuno è indistruttibile, le azioni portate a termine lasciano spesso dei segni indelebili, o quasi.
© 2026 Emilio Polenghi - Contenenuto del ciclo I Custodi della Soglia.