Piante, tradizioni e racconti legati al territorio
La situazione climatica è in continuo cambiamento, senza distinzioni tra periodi estivi e invernali. Con l’aumento delle temperature, è sempre più comune vedere i cani boccheggiare coperti dalle loro pellicce, una situazione che ormai è tipica anche in autunno. Gli umani, oltre una certa età, ancora sono soliti usare una particolare frase: "Ti verrà la scarlattina", usandola quando, con alte temperature, si gira con il maglione.
Spesso le mie passeggiate, con i quattro zampe, per le strade di Roma, erano accompagnate da alcune domande di chi incrociavo:
La percezione comune tende a essere antropocentrica, ovvero basata sulle abitudini umane, riguardo a ciò che è importante per i cani e a ciò di cui hanno realmente bisogno per la loro pelle e il loro pelo.
Dal 2024 ho visto sempre più mute difficili, non perché i cani non perdessero il pelo, anzi. Con il passaggio brusco al caldo anche il cambio del pelo è accelerato, in particolare a carico del sottopelo, tuttavia questa caduta accelerata ha preservato la lucidità e l’integrità del manto.
I miei cani, che hanno superato i dieci anni, hanno ancora un pelo pulito e sano, ma non a causa di miracoli o prodotti magici. Semplicemente seguono un’alimentazione completa, vengono spazzolati e inumiditi regolarmente, e vengono lavati solo una volta all’anno, al massimo due. L'affiancamento con preparati a base di citronella e tea tree mantiene sotto controllo gli odori e lontani gli insetti.
In realtà, la pelle e il pelo dei cani sono aspetti che spesso conosciamo poco. Spesso facciamo un confronto con le abitudini umane, nelle quali docce frequenti e prodotti schiumosi e profumati sono considerati positivi. Tuttavia, i cani non hanno bisogno di profumi. Per loro, un odore naturale è spesso preferito, mentre una fragranza intensa può risultare fastidiosa. Per i cani, il principio "se puzza è buono" è spesso vero: quindi, un profumo non è necessariamente apprezzato dai consimili. L’impronta di diverse essenze può anche confondere i meccanismi olfattivi e comunicativi.
Ricordiamo che lo scopo di questi articoli è diffondere la conoscenza e non fornire rimedi terapeutici, per qualsiasi sospetto sullo stato di salute dei propri animali è tassativo rivolgersi al proprio medico veterinario di fiducia.
La pelle è molto più di una semplice barriera esterna; è un vero e proprio involucro impermeabile che separa l’interno del corpo dall’ambiente esterno. La sua struttura è ricca di cheratina, una proteina stabile e rigida che costituisce anche peli e unghie, rendendola resistente e protettiva. Lo strato corneo dell’epidermide, che è quello più superficiale, svolge un ruolo cruciale nella protezione dell’organismo.
Le funzioni della pelle sono numerose e fondamentali, anche se spesso non ci si pensa abbastanza, ed ecco alcuni dei suoi compiti principali:
La pelle non è solo una copertura visibile, ma una rete intricata di nervi, vasi sanguigni e linfatici che svolge funzioni vitali per il benessere dell’animale. È essenziale proteggerla adeguatamente, tenendo presente che le esigenze della pelle dei cani sono diverse rispetto a quelle degli esseri umani.
La pelle dei cani può, in teoria, produrre vitamina D attraverso l’esposizione alla luce solare. Questa capacità è però ridotta rispetto a quella umana, a causa della minore presenza di recettori per questa vitamina e della minore quantità di 7-deidrocolesterolo.
A questo si aggiungono le abitudini quotidiane: i cani spesso vivono in casa e trascorrono meno tempo alla luce del sole, con un’ulteriore limitazione della sintesi cutanea di vitamina D.
Questa vitamina svolge diverse funzioni importanti nell’organismo: contribuisce alla regolazione del calcio e del fosforo, sostiene il sistema immunitario e partecipa alla regolazione cellulare.
Il suo ruolo nella regolazione e nell’assorbimento del calcio e del fosforo è particolarmente importante per la salute delle ossa e dei denti. Una carenza di vitamina D può infatti portare allo sviluppo di problemi ossei.
Può sembrare strano, ma la pelle dell’uomo è da cinque a sette volte più resistente di quella dei cani e dei gatti. Questa differenza ha una precisa ragione evolutiva: la pelle umana è praticamente priva di peli, mentre quella degli animali è dotata di uno strato uniforme.
Il pelo contribuisce, insieme alla pelle, alla protezione dell’organismo. La sua presenza ha quindi influenzato, attraverso i meccanismi di adattamento genetico, le caratteristiche della pelle degli animali rispetto a quella umana, compresa la sua resistenza.
La delicatezza, pur relativa, della pelle degli animali rende essenziale evitare l’uso di prodotti progettati per gli esseri umani, che possono risultare molto irritanti. Le cellule sebacee presenti nella pelle producono sebo, una sostanza untuosa costituita da lipidi, che mantiene il pelo morbido e contribuisce alla formazione di un film idrolipidico protettivo e antibatterico. I nostri prodotti rimuovono questo film, alterando la protezione naturale della pelle.
Anche per questo motivo, è consigliabile non lavare gli animali troppo spesso: un eccesso di pulizia può compromettere l’equilibrio naturale della pelle e ridurre l’efficacia del suo sistema di protezione.
È altrettanto importante non tosare i cani pensando di portare loro benefici nei periodi caldi, perché il pelo li protegge sia dal caldo sia dal freddo. Solo alcune razze possono e devono essere tosate, e chi si occupa della toelettatura sa bene di quali si tratta. La tosatura può anche essere una necessità curativa, ma spetta al nostro medico veterinario e allo specialista toelettatore determinarlo.
I peli dei cani possono variare notevolmente in lunghezza e colore, ma la loro struttura di base è sorprendentemente complessa. Ogni pelo non è solo una semplice struttura, ma una parte di un sistema ben organizzato, da cui dipende la protezione della pelle dalle aggressioni esterne, come le variazioni di temperatura e le lesioni.
La densità dei follicoli influisce direttamente sulla morbidezza del mantello, una maggiore densità lo rende più soffice e isolante.
Spesso si ignora che i peli sono dotati di muscoli, anche i nostri, si tratta dei muscoli erettori, collocati nel sottile strato della pelle. Questi muscoli permettono ai peli di rizzarsi, ad esempio quando il cane ha paura o è eccitato, il fenomeno è chiamato orripilazione.
Dobbiamo poi pensare alla struttura pilifera come ad un "condominio", non come a una massa di peli uguali, messi uno di fianco all'altro, troviamo quindi diversi tipi di follicoli:
Quando si parla di crescita del pelo nei cani, ci troviamo in un territorio ricco di miti e leggende. È fondamentale, però, comprendere le basi fisiologiche per avere una visione chiara di questo processo naturale.
La radice del pelo è una struttura complessa e vitale, simile a un piccolo cantiere edile microscopico. Contiene una papilla ricca di vasi sanguigni, linfatici e nervi che nutrono e regolano le cellule della matrice, da cui origina il pelo. Le cellule della matrice, alimentate dai nutrienti del sangue, spingono verso l’alto le cellule più vecchie. Man mano che le nuove cellule emergono, si induriscono e si trasformano in cheratina, la sostanza che compone il pelo che tocchiamo.
Questo processo di crescita porta a distinguere tre fasi:
Il risultato è un processo di rinnovamento del pelo, che siamo soliti chiamare muta e che si articola in due momenti principali:
Contrariamente a quanto si crede, le mute non sono direttamente influenzate dai cambiamenti di temperatura, ma sono legate al ciclo luce-buio. L’allungamento delle giornate in primavera stimola la muta primaverile, mentre l’accorciamento delle giornate in autunno provoca la muta autunnale.
L’addomesticamento ha cambiato le esigenze dei cani rispetto al loro manto. I cani che vivono in ambienti domestici climatizzati non hanno più bisogno di adattarsi alle variazioni stagionali come quelli che vivono all’aperto. Per loro, l’infoltimento del pelo per l’inverno non è più essenziale per la sopravvivenza, e un cappottino può sostituire il manto naturale. Tuttavia, lo sfoltimento estivo rimane importante per il rinnovamento, anche se non segue rigidamente i cicli solari.
Per i cani che vivono all’aperto o nei loro ambienti naturali, la muta e il rinnovamento del pelo sono ancora strettamente legati all’ambiente. Questi cani continuano a seguire i ritmi naturali, anche se il ritorno a uno stato completamente selvatico è un processo lungo e complesso dal punto di vista genetico.
I cani possono soffrire di diversi problemi cutanei, ognuno con cause specifiche, anche I cani possono soffrire di diversi problemi cutanei, ognuno con cause specifiche, anche l'invecchiamento rientra tra queste. Ogni problematica può avere una sua soluzione, se ne viene individuata la causa, ed è importante ammettere che l’alimentazione e l’uso di prodotti per la pulizia possono influenzare la salute della pelle.
Tra le cause comuni di affezioni cutanee, troviamo:
La diagnosi precoce e un trattamento appropriato sono essenziali per prevenire il peggioramento delle condizioni cutanee e garantire il benessere del cane.
Quando guardiamo il nostro cane, il pelo è la parte che notiamo più facilmente, mentre la pelle rimane nascosta alla nostra attenzione, anche se lavorano insieme: lo proteggono, contribuiscono agli scambi termici e gli permettono di percepire ciò che lo circonda. Anche il mantello che accarezziamo dipende da questo equilibrio.
Conoscerlo ci permette di notare i cambiamenti, che possono raccontarci le condizioni fisiche del nostro cane. Genetica, ambiente e alimentazione influiscono sulle loro caratteristiche, quindi le cure devono tener conto delle esigenze del singolo animale.
Questo richiede anche di mettere in discussione le nostre abitudini. Mantenere pulito il cane è importante, ma frequenza dei lavaggi e prodotti utilizzati devono essere adatti alle sue esigenze. Un pelo profumato può piacere a noi, così come lavarci spesso può farci stare bene, ma il cane ha una pelle, una protezione naturale e un modo di usare gli odori diversi dai nostri.
Prendercene cura parte dall’osservarlo e dal conoscerlo, senza dare per scontato che ciò che fa stare bene noi faccia stare bene anche lui.