Piante, tradizioni e racconti legati al territorio
Approfondimenti, curiosità e storie che spaziano dalla botanica alle tradizioni rurali, dal folklore locale ai racconti fantasy ispirati a questo territorio. Un percorso tra natura, miti e leggende, dove il sapere pratico del giardino incontra la narrazione.
Troverai articoli sulla coltivazione e la stagionalità accanto a racconti di custodi mistiche e guaritrici, riflessioni sul rapporto tra uomo e natura insieme a viaggi nel misticismo della Tuscia. Un approccio libero, che alterna osservazione diretta, ricerca e immaginazione.
Non solo guide pratiche, ma anche storie da leggere: per chi vuole conoscere, e per chi vuole lasciarsi trasportare.
Sette articoli per pagina, come sette sono i colli, le note, i giorni della creazione. Nella tradizione popolare della Tuscia, il sette scandiva i rituali delle guaritrici e le formule sussurrate sulle soglie. Un numero che chiude un ciclo e ne apre un altro. Anche qui, ogni pagina raccoglie sette storie prima di voltare.
Cresce dove il bosco lascia spazio al campo aperto: il ginepro è da secoli una pianta di soglia, il cui legno alimenta il fuoco e il cui fumo resinoso veniva bruciato per purificare le case. Le sue bacche, usate dai Romani come sostituto del pepe.
Melissa e rosmarino crescono nella Tuscia senza bisogno di coltivazione. La loro storia in infuso comincia da Avicenna e dai chiostri benedettini: Marco e Livia le bevono da anni perché la melissa calma senza sedare e il rosmarino mantiene vigile senza eccitare.
Nella dispensa della Tuscia non si conservano solo erbe e rimedi. Tozzetti alle nocciole dei Cimini, castagnaccio d'autunno, frappe di Carnevale, pangiallo laziale: ogni stagione porta le sue preparazioni, legate al forno, alla frutta del bosco e al ritmo dell'anno contadino.
Dalla mentuccia mattutina alla camomilla con tiglio della notte: le erbe che accompagnano la giornata di Marco e Livia lungo i sentieri della Tuscia sutrina, con rimedi per ferite e contusioni e i metodi tradizionali per conservare i preparati.
taglio razionale La luna non influenzava le piante, ma coordinava i contadini. Perché un calendario senza basi scientifiche ha funzionato per secoli nella Tuscia e non solo
Il 17 gennaio nella Tuscia viterbese: falò purificatori, benedizione degli animali, la notte in cui le bestie parlano, il "fuoco sacro" e l'apertura del Carnevale. Un viaggio tra riti precristiani e devozione cattolica in una festa ancora viva.
Nella Tuscia viterbese, tra XIV e XVII secolo, la paura divenne legge. Donne accusate di stregoneria furono eliminate insieme ai loro saperi. Un viaggio tra miti e repressione, dove il confine tra magia e conoscenza fu tracciato col sangue.